Vai direttamente ai contenuti
0
Articolo precedente
Ora leggendo:
La più grande ispirazione di Officine Panerai: breve storia della Marina Militare italiana (parte 1)

La più grande ispirazione di Officine Panerai: breve storia della Marina Militare italiana (parte 1)

Chiunque conosca l'illustre storia di Officine Panerai sa bene che la fama e la qualità dell'azienda sono profondamente intrecciate con la storia parallela della Marina Militare italiana. Abbiamo documentato la storia di Panerai stessa su questo sito, ma oggi, finalmente venerdì, esploreremo la forza che ha ispirato tanti dei più grandi progressi di Panerai: la Marina italiana.

Per cominciare, la Marina Militare italiana è una delle quattro componenti delle forze armate italiane. Fu costituita nel 1946, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, riunendo ciò che rimaneva della Regia Marina. Oggi la Marina conta oltre 35,200 effettivi, 62 navi e 80 aeromobili.

La Regia Marina nacque come istituzione del Regno d'Italia e durante la seconda guerra mondiale divenne parte dell'«Italia fascista» di Benito Mussolini. Dopo la destituzione di Mussolini da parte dei suoi stessi connazionali, però, la Marina e il resto delle forze armate italiane si rivoltarono contro l'Asse e si unirono agli Alleati. Dopo la sconfitta dell'Asse e la conclusione della guerra, gli italiani decisero di istituire la Repubblica Italiana: fu allora che la Marina si trasformò nella moderna Marina Militare.

sommozzatore della Marina Militare italiana con autorespiratore

Dopo la catastrofe durata cinque anni e nota come seconda guerra mondiale, l'Italia, proprio come l'ex alleata Germania, si trovò in uno stato di totale rovina. Una volta cessate le ostilità, la Marina Militare avviò un programma di riorganizzazione. Prima della guerra, la Regia Marina era la quarta forza navale più potente al mondo, ma dopo il conflitto, l'armistizio e l'accordo di cooperazione era ridotta in macerie, con quasi tutti i porti e le basi navali inutilizzabili. Sorprendentemente, però, gran parte delle sue navi era sopravvissuta ai combattimenti, sebbene in condizioni precarie: cinque corazzate, dieci incrociatori, dieci cacciatorpediniere e venti fregate.

Il trattato di pace firmato il 10 febbraio 1947 svuotò di fatto la Regia Marina. Tra le norme estremamente restrittive imposte figuravano:

-Il divieto di armi atomiche, proiettili autopropulsi o qualsiasi altro tipo di lanciatore.

– Divieto di possedere corazzate, sommergibili, unità d’assalto anfibio o portaerei.

- Divieto di mantenere installazioni militari operative su diverse isole e arcipelaghi.

- Il trattato imponeva inoltre agli italiani di cedere diverse navi rimaste agli Alleati come risarcimento di guerra.

La situazione sembra cupa, vero? E lo era davvero… Nel fine settimana vedremo come un conflitto intercontinentale, che distrusse la Regia Marina, avrebbe contribuito a rivitalizzare la potenza navale italiana. La storia della Marina italiana è fatta di forza d'animo, tenacia e ingegno, qualità che qui da DaLuca Straps ammiriamo, facciamo nostri e perseguiamo.

Carrello Chiudi

Il carrello è vuoto.

Inizia a fare acquisti
selezionare le opzioni Chiudi